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  1. Ho letto con interesse l’articolo su San Lorenzo, molto suggestivo e ben dettagliato, proprio questi giorni ho scritto un pensiero su San Giovanni Battista, patrono della mia città, Genova, mi permetto di proporlo.

    Il 24 giugno a Genova si festeggia San Giovanni Battista, nostro patrono, per la precisione si festeggia la sua data di nascita e non quella della morte.
    Questa tradizione risale al 1391e attribuisce al Santo la protezione delle navi dalle tempeste.
    Si racconta che nel1098 le reliquie del Santo  trovate dai Genovesi in Asia minore  al ritorno delle crociate vennero trasportate su due vascelli separati,  averle riunite su un unica nave fu un effetto miracoloso per placare la tempesta che aveva colto i crociati.
    Al loro sbarco i Genovesi omaggiarono il prodigioso Santo e il loro ritorno.
    Un altro miracolo gli fu attribuito; Nel 1391una tempesta minacciò di far affondare tutti i vascelli in torto, l’arca con le sacre ceneri fu trasportata fino alla riva e solo in quel momento il mare si calmò.
    Ancora oggi Il celebre corteo storico di Genova che sfila in occasione della regata storica delle antiche città marinare evoca l’arrivo nella nostra città delle ceneri di San Giovanni Battista….
    … Ed ora un pensiero indietro nel tempo, io bambina che guarda dalla finestra, in casa di nonna, il vecchio caro fiume, ora coperto da una bella e fredda strada.
    I ragazzi preparano il falò; pezzi di legno, vecchie seggiole e tutto ciò che può servire da combustibile. Tutto era pronto e a sera grande festa per onorare il Santo ma a noi bambini interessa solo l’idea di uscire la sera in strada, era un bel diversivo e l’atmosfera che si creava.
    Aspettavamo di vedere il falò ardere e poi con il suono della banda l’arrivo dei portatori del Cristo. Che emozione quegli uomini vestiti con tonache bianche, cintura in cuoio in vita che circondavano il portatore che a passi lenti e le braccia dietro la schiena percorreva la strada fino ad arrivare in chiesa per la benedizione,  tutti pronti ad intervenire alla prima oscillazione pericolosa, al primo segnale di cedimento. Che imponenza il Cristo e che paura che potesse caderci addosso ma la cosa che più mi piaceva erano le frittelle di mela zuccherate che mia nonna preparava, arrivava col vassoio pieno e ne offriva erano sempre troppo poche….che bel ricordo! …..e voi, come festeggiavate  il vostr patrono?

  2. grazie a Gianpaolo e Carla per aver raccontato con tanto amore due tradizioni molto sentite nelle rispettive regioni: l’Emilia e la Liguria,io personalmente sono legata ad ambedue gli avvenimenti, essendo genovese e trapiantata nella nostra montagna. Mi è sempre piaciuto, la notte di S.Lorenzo, stare col naso all’insù per vedere se riuscivo a vedere una stella cadente…ricordo un anno in particolare, con mio marito a S.Giulia, c’erano moltissime persone nel parco, si facevano grigliate e musica, le famiglie stavano in compagnia allegramente…proprio una bella armonia. La sera poi, calato il sole, tutti a cercare un posto sul prato per sdraiarsi a guardare il cielo…”ooohhh, guarda!…e li c’è n’è un’altra!!!…che bella!!!”, le voci si rincorrevano e lo stupore si rinnovava ad ogni stella che lasciava la sua scia, si ritorna tutti un po bambini, la notte di S, Lorenzo…vero?
    Per quanto riguarda il mio santo patrono che è S.Giovanni Battista, i ricordi sono indelebili. Le settimane precedenti, noi bambini, si lavorava come forsennati per preparare il falò che doveva “battere” in altezza tutti gli altri, era una specie di gara cittadina, nella quale ci si impegnava davvero moltissimo! Finito di accatastare ogni pezzo di legno che si riusciva a mettere insieme, si collocava,al centro della catasta, un pennone sul quale era infilzato un pupazzo di paglia vestito con cura. Ognuno portava qualcosa da mangiare e coi soldi racimolati da noi bambini che avevamo girato per il paese bussando ad ogni porta, si compravano i fuochi artificiali. Si trascorreva la serata tra la tavola imbandita all’aperto ed i giochi a cui partecipavano anche gli adulti. Alla mezzanotte si accendeva il fuoco e si dava il via ai fuochi d’artificio…io abitavo in un paese sui monti, a ridosso della città e da lassù si potevano vedere i vari falò che mano a mano si accendevano in tutta Genova, il cielo era tutto un bagliore e l’eco dei “botti” riempiva l’aria…era uno spettacolo davvero emozionante!
    Sarebbe molto bello che altri amici ci raccontassero i loro ricordi relativi alle feste patronali del territorio…

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